La colofonia per saldare è uno di quei materiali che sembrano secondari, ma che possono cambiare completamente il risultato di una saldatura elettronica. Chi ha provato a saldare un filo ossidato, una piazzola poco pulita o un componente che “non prende stagno” lo sa bene: puoi avere un buon saldatore e un buon filo di stagno, ma se la superficie non viene preparata correttamente, la saldatura resta opaca, granulosa, debole o semplicemente non aderisce.
La colofonia, chiamata spesso anche rosin, è una resina naturale ricavata dalla lavorazione delle resine di conifere. In elettronica viene usata come flussante, cioè come sostanza che favorisce la saldatura. Il suo compito è aiutare lo stagno a scorrere, rimuovere o limitare gli ossidi superficiali e migliorare il contatto tra metallo e lega saldante. In parole semplici, prepara la strada allo stagno.
Questo non significa che vada usata a caso. Troppa colofonia sporca la scheda, produce fumo inutile e può lasciare residui appiccicosi. Troppa poca non aiuta abbastanza. Se si usa il tipo sbagliato, soprattutto flussanti acidi destinati all’idraulica o alla lattoneria, si possono danneggiare circuiti, piste e componenti. Per saldare in elettronica bisogna usare flussanti adatti all’elettronica, preferibilmente a base di colofonia o formulazioni specifiche no-clean, secondo il lavoro.
In questa guida vediamo come si utilizza la colofonia per saldare, a cosa serve, quali forme esistono, come applicarla su fili, componenti e circuiti stampati, come usarla per stagnare, dissaldare e riparare saldature fredde, come pulire i residui e quali precauzioni adottare per lavorare in modo sicuro.
Che cos’è la colofonia
La colofonia, come spiegato su Iosaldo.com, è una resina solida di origine naturale, ottenuta dalla distillazione della resina di alcune conifere. A temperatura ambiente si presenta come un materiale vetroso, duro e fragile, di colore giallo, ambrato o marrone chiaro. Quando viene scaldata, si ammorbidisce, fonde e diventa attiva come flussante.
Nel mondo della saldatura elettronica, la colofonia viene usata perché aiuta a rimuovere gli ossidi che si formano sulle superfici metalliche. Rame, stagno, terminali dei componenti e fili elettrici possono ossidarsi. Anche quando sembrano puliti, possono avere un sottile strato superficiale che ostacola l’adesione dello stagno.
Il flussante a base di colofonia interviene proprio in questa fase. Scaldandosi, favorisce la bagnabilità del metallo, cioè la capacità dello stagno fuso di stendersi sulla superficie invece di restare raccolto in palline. Una buona saldatura appare lucida, regolare e ben distribuita, non come una goccia appoggiata sopra il contatto.
La colofonia non è lo stagno. Non unisce i metalli da sola. È un aiuto chimico e fisico alla saldatura. Lo stagno, o più precisamente la lega saldante, crea il giunto. La colofonia permette a quella lega di aderire meglio.
A cosa serve nella saldatura
La colofonia serve principalmente a migliorare la qualità della saldatura. Quando scaldi una piazzola o un filo, la superficie metallica può ossidarsi ulteriormente a causa del calore. Il flussante limita questo problema e rende più facile il passaggio dello stagno allo stato fuso sulla superficie.
Serve anche quando devi saldare componenti piccoli o vecchi. Su schede elettroniche datate, fili ossidati, connettori usati o componenti recuperati, lo stagno può fare fatica ad attaccarsi. Una piccola quantità di colofonia può trasformare una saldatura ostinata in un lavoro ordinato.
È utile nella stagnatura dei fili. Stagnare significa ricoprire l’estremità del filo con un sottile strato di stagno prima di saldarlo. Con la colofonia, i trefoli del cavo assorbono meglio la lega e diventano più compatti. Questo facilita la saldatura successiva su morsetti, connettori o piazzole.
La colofonia è utile anche nella dissaldatura. Quando usi treccia dissaldante o devi rimuovere vecchio stagno, un po’ di flussante aiuta il calore a trasferirsi meglio e permette allo stagno di fondere e scorrere nella treccia. Se hai mai provato una treccia che non assorbe nulla, spesso mancava proprio flussante.
Colofonia e flussante: sono la stessa cosa?
La colofonia è un tipo di flussante, ma non tutti i flussanti sono colofonia. Il termine flussante indica la funzione: una sostanza che aiuta la saldatura rimuovendo ossidi e migliorando la bagnabilità. La colofonia è una delle basi più tradizionali per i flussanti elettronici.
Esistono flussanti a base di colofonia naturale, flussanti resinosi modificati, flussanti no-clean, flussanti idrosolubili e flussanti acidi per lavori non elettronici. Questi ultimi vanno evitati sui circuiti elettronici. I flussanti acidi possono lasciare residui corrosivi che, nel tempo, rovinano piste, componenti e connessioni.
Quando acquisti un prodotto, non basta leggere “pasta saldante” o “flussante”. Devi verificare che sia indicato per elettronica. Se è un prodotto per tubi di rame, grondaie o lavori idraulici, non usarlo su circuiti stampati. Potrebbe funzionare nell’immediato e poi creare danni dopo settimane o mesi.
La colofonia per elettronica è generalmente più adatta a schede, fili, connettori e componenti. Può essere fornita pura, in pasta, in liquido, in penna o già presente all’interno del filo di stagno con anima flussante.
Le forme più comuni della colofonia
La colofonia solida è la forma più semplice e tradizionale. Si presenta come un blocchetto o una pietra resinosa. Si usa appoggiando la punta calda del saldatore o il filo da stagnare sulla resina, che fonde e aderisce alla superficie. È economica, dura molto e funziona bene per lavori semplici.
La colofonia in pasta è più comoda per applicazioni precise. Si preleva una piccola quantità con uno stuzzicadenti, una spatolina o un applicatore e si deposita sulla zona da saldare. È utile su fili, piazzole, connettori e componenti a foro passante. Bisogna però evitare di esagerare, perché può lasciare molti residui.
Il flussante liquido a base di colofonia si applica con pennellino, boccetta o siringa. È pratico per superfici più ampie, riparazioni e saldature su schede. Può penetrare bene tra piedini e piazzole, ma va dosato con attenzione.
La penna flussante è molto comoda per lavori puliti. Sembra un pennarello e permette di applicare una piccola quantità di flussante dove serve. È apprezzata soprattutto per componenti SMD e riparazioni leggere.
Infine c’è il filo di stagno con anima di flussante. Molti fili per elettronica contengono già colofonia o flussante interno. Per saldature normali può bastare. Quando però la superficie è ossidata, il componente è difficile o devi dissaldare, aggiungere flussante esterno può migliorare molto il risultato.
Quando serve aggiungere colofonia
Non sempre devi aggiungere colofonia separata. Se usi un buon filo di stagno per elettronica con anima flussante e stai saldando componenti nuovi su una scheda pulita, spesso basta il flussante contenuto nel filo. Aggiungerne troppo può solo sporcare.
Serve invece quando lo stagno non scorre bene. Se si raccoglie in palline, non aderisce alla piazzola, resta opaco o sembra “seduto” sopra il metallo, un po’ di colofonia può aiutare. Naturalmente, bisogna anche controllare temperatura, pulizia e qualità della punta del saldatore.
Serve quando devi stagnare fili ossidati. I cavi vecchi, soprattutto quelli di rame esposti all’aria, possono diventare scuri e difficili da saldare. In questi casi conviene tagliare la parte più ossidata e spelare rame nuovo. Se ancora fatica a prendere stagno, la colofonia può aiutare.
Serve anche nella riparazione di saldature fredde. Una saldatura fredda appare spesso opaca, granulosa, crepata o con forma irregolare. Aggiungere una piccola quantità di flussante e riscaldare correttamente permette allo stagno di rifondersi e formare un giunto migliore.
Preparare la zona prima della saldatura
La colofonia funziona meglio su superfici pulite. Prima di saldare, rimuovi sporco, grasso, polvere e ossidazione evidente. Se stai lavorando su un filo, spela solo la lunghezza necessaria e controlla che il rame sia brillante. Se è molto scuro o fragile, taglia e riparti da una parte sana.
Su una scheda elettronica, evita di grattare le piazzole con forza. Le piste possono sollevarsi, soprattutto su circuiti vecchi o economici. Se serve pulire, usa alcool isopropilico e un pennellino antistatico o uno spazzolino morbido. Per ossidazioni leggere, un movimento delicato è sufficiente.
La punta del saldatore deve essere pulita e stagnata. Una punta nera, secca o ossidata trasferisce male il calore. Puliscila con spugna umida o lana metallica adatta, poi applica un po’ di stagno fresco. Una punta ben stagnata è lucida e conduce calore meglio.
Prepara anche tutto il necessario prima di iniziare: saldatore, stagno, colofonia, supporto, pinzette, treccia dissaldante, aspiratore fumi, alcool per pulizia e carta. Quando lavori con componenti piccoli, cercare uno strumento mentre il flussante fuma non è il massimo.
Come usare la colofonia solida
La colofonia solida si usa scaldandola leggermente e trasferendola sulla parte da saldare. Per stagnare un filo, puoi appoggiare l’estremità spelata del filo sulla colofonia e toccarla con la punta calda del saldatore. La resina fonde, impregna i trefoli e prepara il rame alla saldatura.
Subito dopo, aggiungi lo stagno al filo caldo, non direttamente alla punta del saldatore. Lo stagno deve fondere perché il filo è caldo, non solo perché tocca la punta. In questo modo penetra tra i trefoli e forma una stagnatura uniforme.
Per una piazzola o un terminale, puoi trasferire una piccola quantità di colofonia con la punta del saldatore, oppure strofinare leggermente il componente sulla resina se è possibile farlo senza danneggiarlo. Non serve creare un lago di resina. Una pellicola sottile è spesso sufficiente.
Il limite della colofonia solida è la precisione. È ottima per fili, connettori e lavori grossolani, meno comoda per componenti SMD molto piccoli. In quei casi una penna flussante o un flussante liquido sono più pratici.
Come usare la colofonia in pasta
La colofonia in pasta è facile da dosare, ma proprio per questo viene spesso usata in eccesso. Preleva una quantità minima con uno stuzzicadenti, un piccolo pennello o la punta di una spatolina. Applica il prodotto solo sulla zona da saldare.
Per saldare un filo su una piazzola, puoi mettere un velo di pasta sulla piazzola e sul filo stagnato. Poi appoggia il filo, scalda contemporaneamente piazzola e filo, aggiungi poco stagno se serve e lascia che la lega si distribuisca. Quando togli il saldatore, tieni fermo il pezzo fino alla solidificazione.
Per componenti a foro passante, applica una piccola quantità attorno al terminale e alla piazzola. Scalda il giunto, aggiungi stagno e osserva se si forma un piccolo cono liscio e regolare. Se vedi una massa informe, probabilmente hai usato troppo stagno, troppo flussante o non hai scaldato bene entrambe le superfici.
Dopo la saldatura, valuta la pulizia. Alcune paste lasciano residui appiccicosi e scuri. Su circuiti elettronici è spesso consigliabile pulire, soprattutto se il residuo è abbondante o se il circuito lavora ad alta impedenza, con segnali deboli o in ambienti umidi.
Come usare il flussante liquido a base di colofonia
Il flussante liquido a base di colofonia si applica in piccole quantità con pennellino, boccetta, siringa o penna. È molto utile quando devi lavorare su schede elettroniche, componenti ravvicinati o saldature da rifinire.
Prima di applicarlo, assicurati che la zona sia pulita e asciutta. Deposita una piccola quantità sulla piazzola o sui terminali. Poi scalda con il saldatore e aggiungi stagno. Il flussante inizierà a fumare e a distribuire lo stagno in modo più uniforme.
Non inondare la scheda. Il flussante liquido può scorrere sotto componenti, connettori e integrati. Se ne usi troppo, la pulizia diventa più difficile. Inoltre, un eccesso può rendere la zona visivamente sporca e complicare l’ispezione delle saldature.
Il vantaggio del liquido è la precisione sui lavori piccoli. Per saldare pin ravvicinati, ritoccare una piazzola o usare treccia dissaldante, poche gocce possono fare una grande differenza.
Stagnare fili con la colofonia
Stagnare un filo significa ricoprire il rame con un sottile strato di stagno prima della saldatura finale. È utile perché rende il filo più compatto, migliora il contatto e facilita l’unione con connettori o piazzole.
Per farlo, spela il filo senza tagliare i trefoli. Se il rame è ossidato, accorcialo fino a trovare una parte pulita. Applica un po’ di colofonia sul rame. Scalda il filo da sotto o da un lato con il saldatore e avvicina lo stagno dall’altro lato. Quando il rame è abbastanza caldo, lo stagno scorre tra i trefoli.
Non caricare troppo stagno. Il filo deve restare riconoscibile e flessibile per un breve tratto. Se diventa una bacchetta rigida per molti centimetri, hai stagnato troppo. Questo può creare un punto di rottura dove finisce la parte rigida e ricomincia quella flessibile.
Dopo la stagnatura, lascia raffreddare senza muovere il filo. Se lo muovi mentre lo stagno solidifica, puoi creare una saldatura opaca e debole. La pazienza qui dura pochi secondi, ma evita molti problemi.
Saldare componenti a foro passante
I componenti a foro passante sono quelli con terminali che attraversano la scheda, come resistenze, condensatori, diodi e connettori tradizionali. La saldatura deve unire terminale e piazzola in modo stabile.
Inserisci il componente, piega leggermente i terminali se serve per tenerlo fermo e applica una piccola quantità di colofonia sulla piazzola se il filo di stagno interno non basta. Appoggia la punta del saldatore in modo da scaldare contemporaneamente terminale e piazzola.
Dopo uno o due secondi, avvicina lo stagno al giunto. Lo stagno deve fondere e avvolgere il terminale, formando un piccolo cono regolare. Non devi sciogliere lo stagno sulla punta e poi “spalmarlo” sulla scheda. Questo produce spesso saldature fredde.
Togli prima lo stagno, poi il saldatore. Tieni fermo il componente fino a solidificazione. Una buona saldatura è liscia, aderente e non eccessiva. Se forma una palla, c’è troppa lega o poca bagnabilità.
Saldare componenti SMD
I componenti SMD sono montati sulla superficie della scheda e spesso hanno terminali molto piccoli. Qui la colofonia o un buon flussante sono particolarmente utili, perché aiutano lo stagno a distribuirsi e riducono il rischio di ponti tra pin.
Per piccoli componenti a due terminali, come resistenze o condensatori SMD, puoi stagnare leggermente una piazzola, applicare poco flussante, posizionare il componente con pinzette e riscaldare la piazzola stagnata per bloccarlo. Poi saldi l’altro lato con poco stagno e, se serve, rifinisci il primo.
Per integrati con molti pin, il flussante è quasi indispensabile. Una tecnica comune è applicare flussante sui pin, usare poco stagno e trascinare delicatamente la punta lungo la fila di terminali. Il flussante aiuta lo stagno ad andare dove deve. Se si formano ponti, si possono rimuovere con treccia dissaldante e altro flussante.
Nei lavori SMD, meno è meglio. Meno stagno, meno pressione, meno tempo di calore. La colofonia aiuta, ma non autorizza a scaldare per troppo tempo. Le piazzole piccole si sollevano facilmente se maltrattate.
Usare la colofonia con la treccia dissaldante
La treccia dissaldante è una maglia di rame che assorbe lo stagno fuso. Molte trecce sono già impregnate di flussante, ma con il tempo possono perdere efficacia. Aggiungere un po’ di colofonia può farle funzionare molto meglio.
Applica una piccola quantità di flussante sulla saldatura o sulla treccia. Appoggia la treccia sopra lo stagno da rimuovere e poi appoggia il saldatore sopra la treccia. Il calore passa attraverso la treccia, fonde lo stagno e lo fa risalire nella maglia.
Non strofinare con forza. Rischi di sollevare piazzole e piste. Appoggia, scalda, lascia assorbire, poi solleva treccia e saldatore insieme. Taglia la parte di treccia satura prima di continuare.
Se lo stagno non viene assorbito, aggiungi un po’ di flussante fresco e verifica che la punta del saldatore sia pulita e abbastanza calda. La treccia senza flussante è come una spugna secca: può funzionare, ma molto peggio.
Riparare una saldatura fredda
Una saldatura fredda si riconosce spesso dall’aspetto opaco, granuloso o crepato. Può causare falsi contatti, interruzioni intermittenti e problemi difficili da diagnosticare. La colofonia è molto utile per rifonderla correttamente.
Applica una piccola quantità di flussante sul giunto. Scalda contemporaneamente terminale e piazzola finché lo stagno torna liquido. Se la quantità di stagno è sufficiente, può bastare rifondere. Se è poca o contaminata, aggiungi un filo di stagno fresco.
Lascia che lo stagno si distribuisca e formi una superficie liscia. Poi togli il saldatore e non muovere il componente finché la saldatura non si solidifica. Molte saldature fredde nascono proprio da movimento durante il raffreddamento o da calore insufficiente.
Se la saldatura resta brutta anche con flussante, rimuovi il vecchio stagno con treccia e rifalla. A volte il vecchio giunto è troppo ossidato o contaminato per essere semplicemente “ravvivato”.
Temperatura del saldatore
La temperatura corretta dipende dalla lega saldante, dalla dimensione del giunto, dalla massa termica dei componenti e dal tipo di lavoro. Con leghe tradizionali stagno piombo si usano spesso temperature più basse rispetto alle leghe senza piombo, che richiedono più calore. In ogni caso, non bisogna usare la temperatura come unica soluzione.
Se il saldatore è troppo freddo, la colofonia fuma ma lo stagno non scorre bene. Resti troppo tempo sul giunto e rischi di danneggiare la scheda. Se è troppo caldo, bruci il flussante rapidamente, ossidi la punta e puoi rovinare piste o componenti.
La temperatura deve permettere una saldatura rapida e pulita. Idealmente, il giunto si completa in pochi secondi. Se devi restare dieci secondi sulla piazzola, qualcosa non va: punta troppo piccola, saldatore poco potente, superficie sporca, massa termica elevata o tecnica sbagliata.
La colofonia aiuta il trasferimento e la bagnabilità, ma non compensa un saldatore inadatto. Per connettori grandi e fili spessi serve più potenza. Per SMD serve controllo e precisione.
Quanto prodotto usare
La quantità giusta di colofonia è piccola. Serve coprire la zona da saldare, non sommergerla. Un velo sottile su piazzola e terminale è spesso sufficiente. Se durante la saldatura vedi fumo abbondante, residui scuri e gocce ovunque, probabilmente ne stai usando troppa.
Troppo flussante può rendere la scheda appiccicosa, trattenere sporco e rendere difficile controllare visivamente il giunto. Nei circuiti sensibili, i residui possono creare problemi, soprattutto se il flussante non è davvero no-clean o se l’ambiente è umido.
Troppo poco flussante, invece, non risolve il problema di bagnabilità. Se lo stagno continua a non aderire, puoi aggiungere una piccola quantità, ma prima controlla anche la pulizia della superficie e della punta.
Il trucco è applicare poco, saldare, osservare. Se il giunto viene bene, non aggiungere altro. In saldatura, spesso il professionista si riconosce più da quello che non mette che da quello che mette.
Residui di colofonia: vanno puliti?
I residui di colofonia possono restare sulla scheda dopo la saldatura. In alcuni casi sono relativamente benigni, soprattutto se il flussante è progettato per elettronica e usato in quantità moderata. Tuttavia, molti tecnici preferiscono pulirli per ragioni estetiche, di ispezione e affidabilità.
La pulizia è particolarmente consigliabile se hai usato molta colofonia, se il residuo è appiccicoso o scuro, se il circuito lavora con segnali deboli, alte impedenze, tensioni elevate o in ambiente umido. Anche sulle riparazioni di qualità, una scheda pulita permette di vedere meglio ponti, crepe e difetti.
Per pulire si usa spesso alcool isopropilico ad alta purezza con pennellino antistatico o spazzolino morbido, assorbendo poi il residuo con carta senza pelucchi. Esistono anche pulitori specifici per flussanti, più efficaci su residui ostinati. Segui sempre le indicazioni del prodotto.
Non pulire circuiti alimentati. Scollega l’alimentazione, rimuovi batterie se possibile e lascia asciugare perfettamente prima di riaccendere. L’alcool evapora, ma può restare intrappolato sotto componenti e connettori.
Colofonia e saldatura senza piombo
La saldatura senza piombo richiede spesso temperature più alte e può essere meno facile da lavorare rispetto alle leghe stagno piombo tradizionali. Lo stagno senza piombo tende a essere meno fluido e le saldature possono apparire meno lucide anche quando sono corrette.
In questo contesto, un buon flussante a base di colofonia o un flussante specifico per lead-free può aiutare molto. Migliora la bagnabilità e riduce il tempo necessario per ottenere un giunto decente. Però deve essere compatibile con il tipo di lega e con l’applicazione.
Se lavori su apparecchi moderni, potresti incontrare saldature senza piombo già presenti sulla scheda. Aggiungere un po’ di stagno fresco e flussante può facilitare la rifusione, specialmente durante la dissaldatura. La vecchia lega senza piombo, da sola, può essere ostinata.
Non aumentare la temperatura senza controllo. Se il giunto non fonde, può servire una punta più adatta o più massa termica, non solo più gradi. La colofonia aiuta, ma la tecnica resta fondamentale.
Colofonia per elettronica e flussanti acidi
Una distinzione fondamentale è quella tra flussanti per elettronica e flussanti acidi. I flussanti acidi sono usati in lavori come idraulica, lattoneria o saldatura di metalli non elettronici. Sono aggressivi e aiutano a pulire superfici difficili, ma i loro residui possono essere corrosivi.
Su una scheda elettronica, un flussante acido può fare danni seri. Anche se la saldatura sembra riuscire, i residui possono continuare ad agire nel tempo, corrodendo piste, terminali e componenti. Il circuito può funzionare per qualche giorno e poi iniziare a dare problemi strani.
Per elettronica usa solo prodotti indicati per saldatura elettronica. Cerca diciture come rosin flux, flux for electronics, no-clean electronics flux o simili. Se il prodotto parla di tubazioni, rame idraulico, grondaie o zinco, lascialo fuori dal banco elettronico.
Questa è una regola da ricordare: non tutto ciò che aiuta lo stagno ad attaccare è sicuro per un circuito. L’aggressività chimica può essere utile su un tubo, ma distruttiva su una scheda.
Sicurezza e fumi
Quando la colofonia viene scaldata, produce fumi. Questi fumi non vanno respirati. Possono irritare occhi e vie respiratorie e, in caso di esposizione ripetuta, sono associati a problemi respiratori anche seri. Per questo bisogna lavorare con ventilazione adeguata e, meglio ancora, con aspirazione fumi vicino al punto di saldatura.
Non saldare con il viso sopra il fumo. È un’abitudine comune, soprattutto quando si cerca di vedere bene un componente piccolo. Usa una lente, una lampada o un supporto, ma tieni il naso lontano dalla nuvoletta. Il profumo di resina può sembrare quasi piacevole, ma non è aria buona.
Un piccolo aspiratore con filtro è molto utile sul banco. In alternativa, lavora in un ambiente ben ventilato, evitando correnti che spingano il fumo verso di te o verso altre persone. Se saldi spesso, l’aspirazione non è un optional elegante, ma una misura di buon senso.
Lavati le mani dopo aver lavorato con flussanti e stagno, soprattutto se usi leghe contenenti piombo. Non mangiare, bere o fumare sul banco di saldatura. Conserva prodotti chimici e materiali lontano da bambini e animali.
Conservazione della colofonia
La colofonia solida si conserva a lungo se tenuta al riparo da polvere, umidità e calore eccessivo. Può diventare più fragile o scurire nel tempo, ma spesso resta utilizzabile. Tienila in un contenitore chiuso, così non raccoglie sporco che poi trasferiresti sulle saldature.
Le paste e i flussanti liquidi hanno una durata più legata alla formulazione. Possono seccarsi, separarsi o perdere efficacia. Chiudi bene il contenitore dopo l’uso e rispetta le indicazioni del produttore. Se una pasta è diventata dura, granulosa o ha odore anomalo, meglio sostituirla.
Le penne flussanti vanno chiuse subito dopo l’uso. Se la punta si secca, l’applicazione diventa irregolare. Conservale in posizione indicata dal produttore, lontano da fonti di calore.
Non lasciare barattoli aperti sul banco. Polvere metallica, residui di stagno e sporcizia possono contaminare il flussante. Poi ti chiedi perché le saldature vengono male, e il colpevole era il barattolino lasciato aperto per mesi.
Errori da evitare
Il primo errore è usare flussante acido da idraulica su circuiti elettronici. Può corrodere piste e componenti.
Il secondo errore è usare troppa colofonia. Aiuta la saldatura, ma in eccesso lascia residui, fumo e sporco.
Il terzo errore è pensare che la colofonia sostituisca la pulizia. Se il metallo è molto ossidato o sporco, va prima preparato.
Il quarto errore è sciogliere lo stagno sulla punta del saldatore e poi portarlo sul giunto. Bisogna scaldare le parti da unire e far fluire lo stagno su di esse.
Il quinto errore è respirare i fumi. Usa ventilazione e aspirazione, soprattutto se saldi spesso.
Il sesto errore è non pulire i residui quando sono abbondanti o appiccicosi. Su circuiti sensibili possono creare problemi o rendere difficile l’ispezione.
Il settimo errore è usare temperatura troppo alta per compensare una tecnica sbagliata. Puoi bruciare flussante, punta, piazzole e componenti.
Conclusioni
La colofonia per saldare è un flussante molto utile nella saldatura elettronica. Aiuta lo stagno a scorrere, migliora la bagnabilità del metallo, contrasta gli ossidi superficiali e rende più facile ottenere giunti puliti e affidabili. Può essere usata in forma solida, in pasta, liquida, in penna o già contenuta nel filo di stagno con anima flussante.
Per usarla bene, applicane una piccola quantità sulla zona da saldare, scalda contemporaneamente le parti da unire e lascia che lo stagno fluisca sul metallo caldo. È utile per stagnare fili, saldare componenti a foro passante, lavorare su SMD, usare treccia dissaldante e riparare saldature fredde.
La colofonia non deve però essere usata senza criterio. Non sostituisce la pulizia, non corregge una tecnica sbagliata e non autorizza a usare prodotti aggressivi. Per elettronica bisogna usare solo flussanti adatti all’elettronica, evitando paste acide da idraulica. I residui vanno puliti quando sono abbondanti, appiccicosi o quando il circuito richiede affidabilità elevata.
La sicurezza è altrettanto importante. I fumi dei flussanti a base di colofonia non vanno respirati. Lavora con buona ventilazione, usa un aspiratore fumi se saldi spesso e tieni il viso lontano dal punto di saldatura. Con poca colofonia, una punta pulita, temperatura corretta e mano ferma, le saldature diventano più pulite, più robuste e molto meno frustranti.
